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Come affrontare la Solitudine e trasformarla in risorsa

  • Categoria dell'articolo:Crescita interiore
  • Tempo di lettura:7 min di lettura
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Stare con te stesso è il primo passo per conoscere davvero chi sei e imparare a starci bene.

Per farlo è utile comprendere da dove nasca la paura di passare del tempo da soli e imparare a contare su se stessi.

In realtà la paura della solitudine si lega alla paura ancestrale dell’abbandono, che appartiene a primitivi retaggi riconducibili alla vita che l’uomo ha tenuto per millenni, ovvero la vita in tribù, gruppi e comunità.

Per tanto tempo il vivere accanto ad altre persone è stato necessario per una questione di sopravvivenza, in quanto in mezzo alla natura vi erano molte insidie e spesso le brame di potere e di risorse creavano anche rivalità fra le varie comunità.
Allontanarsi quindi dal proprio gruppo significava mettere seriamente a rischio la propria vita.

Da tutto ciò ne è conseguito un pensiero collettivo che si è ampiamente radicato nell’essere umano, tanto da rimanere tuttora molto influente nella nostra società moderna a livello inconscio. Nonostante le risorse per sopravvivere siano più facilmente reperibili e la natura rimanga un pericolo meno insidioso rispetto al passato, l’essere umano ha ancora la tendenza a conformarsi alle esigenze della comunità prima che alle proprie.

Senso di solitudine e paura dell’abbandono sono strettamente legati l’uno all’altra.

Come dicevamo, per millenni le persone si sono aggregate per sopravvivere e questo ha fatto sì che il singolo individuo lavorasse e vivesse in funzione del bene collettivo, prima che per il proprio bene personale. Ciò perché il gruppo era quanto di più importante ci fosse per la propria sopravvivenza.

Ma cosa succedeva all’individuo che per sua natura invece tendeva a isolarsi e ad accettare con difficoltà le regole del gruppo in cui era nato e cresciuto, alla persona “diversa”, quella che non rientrava nei canoni del pensare comune?

La persona in questione veniva probabilmente allontanata, perché ritenuta pericolosa per la tranquillità collettiva ed essere allontanati a quei tempi e in quelle condizioni significava esporsi in maniera quasi certa ad una morte di stenti, all’aggressione di qualche animale o al finire prigioniero di qualcuno.

Da tutto questo ancora oggi succede che le persone abbiano paura di affermare la propria individualità intesa come ricchezza interiore, come unicità volta all’innovazione e all’apertura verso la diversità.

Prendersi cura di se stessi, amarsi per quello che si è, avere la forza di vivere secondo il proprio sentire più profondo, è visto spesso come una forma di egoismo che danneggia inevitabilmente l’altro. Mentre quando una persona comprende in modo sano il proprio valore e si prende cura di se stesso senza calpestare la vita altrui, diventa in maniera naturale una risorsa anche per la collettività, perché quando si sta bene con se stessi ne beneficia ogni aspetto personale, dalla salute fisica e mentale, alla capacità di sostenersi da soli.

Ne consegue quindi anche il diventare un possibile e valido aiuto per gli altri grazie alle proprie qualità intrinseche, riconosciute e fortificate.

Perciò essere consapevoli del fatto che la responsabilità del proprio benessere è prima di tutto un dovere verso se stessi, permette successivamente di comprendere meglio come essere una risorsa piuttosto che un peso per l’intera società in cui si vive, sia quanto di più rispettoso e altruista possa esserci.

Purtroppo la società, a partire dalla propria famiglia, ha mantenuto nel tempo un atteggiamento educativo negativo e di condanna verso coloro che in maniera naturale tendevano ad emergere nella propria unicità ed autenticità, scorgendo spesso inesistenti pericoli.

In ogni caso mantenere un certo controllo sulle masse è sempre stato lo scopo dell’isolamento del diverso visto come possibile pericolo della stabilità collettiva, innescando ancora oggi forme di emarginazione che non tengono conto del benessere e del rispetto del singolo individuo.

La solitudine, a fronte di tutto ciò, rimane quindi ancora difficile da percepire e accettare come forma sana di tempo da passare con se stessi, a discapito di una favorevole evoluzione individuale e di conseguenza, successivamente, collettiva.

L’educazione perciò, a partire dal proprio nucleo famigliare, quasi mai ha sostenuto l’originalità e la ricchezza intrinseca dell’individuo, anzi, spesso anche quelli che potevano essere spazi di crescita personale costruttiva, come la scuola e i luoghi di culto, si sono trasformati in gabbie in cui spegnere l’Anima delle persone e omologarne il pensiero, usando la paura e il giudizio come strumenti educativi di coercizione e soppressione.

Ma sappiamo anche che i veri cambiamenti possono partire solo dal singolo individuo che trasforma se stesso consapevolmente e si assume la propria e piena responsabilità di vita.

Hai mai sentito di essere uno di questi?

Ti lascio qualche spunto di riflessione.

La persona che sa stare bene anche da sola ha maturato in sé alcune peculiari caratteristiche.

  • Non è manipolabile.
  • Sceglie con cura con chi condividere le proprie risorse, come il tempo.
  • Sa dire NO senza sensi di colpa e serenamente a ciò che lo danneggerebbe o non gli interessa.
  • Sa dire Sì a se stesso con consapevolezza.
  • Conosce i propri bisogni e li soddisfa senza esserne governato.
  • Non sceglie in base alle mode e alle correnti di pensiero.
  • Non subisce il giudizio degli altri e non lo tiene in considerazione come discriminante nelle sue decisioni.
  • Spesso è molto empatico e sa cosa provano le altre persone, per questo interagisce solo quando è corretto farlo.
  • Sa trasformare le proprie debolezze in punti di forza e risorse.
  • Si affida al proprio sentire, soprattutto nelle decisioni.
  • Cerca costantemente di conoscere meglio se stesso e di coltivare le proprie qualità.
  • Si occupa soltanto di ciò che arricchisce la sua vita e la sua crescita.
  • Supera la paura di guardare e accettare anche i lati più bui di sé.
  • Sa coltivare il proprio bambino interiore e prenderlo per mano quando serve.
  • Non invade la vita altrui, né vi scarica le proprie difficoltà.
  • Osserva, constata, ma non giudica con veemenza gli altri.
  • Crede nei propri progetti e li porta a realizzazione.
  • Ha fede nelle proprie capacità, le rispetta e le coltiva.
  • Spesso è un visionario, una di quelle persone che sa andare oltre il conosciuto e creare il nuovo.

Può sembrare banale questa risposta, ma il miglior modo per superare la paura e il disagio di stare soli è cominciare a ritagliarsi dei momenti con se stessi con regolarità.

Ascoltare le proprie sensazioni senza giudicarle né interpretarle legandole a eventi passati e presenti della propria vita, aiuta a fare amicizia con la propria sensibilità, sviluppando empatia verso se stessi e ponendo le basi per un sano rapporto con ogni parte di sé, anche quelle che piacciono di meno.

L’ascolto e l’osservazione di sé sono alla base della presa di responsabilità della propria individualità e del proprio ruolo in questo mondo.

Non dimentichiamo che la società è composta da tanti singoli che interagiscono l’un con l’altro. Esserne parte attiva e sana significa prima di tutto conoscere le proprie uniche peculiarità e rispettarle, prima di condividerle.

La profonda presa di coscienza della propria natura permette di sviluppare quell’apertura del cuore necessaria a trovare prima di tutto nutrimento e amore dentro se stessi, favorendo quindi il successivo sgretolamento di quegli attaccamenti insani che hanno portato in passato ad accettare di rimanere in rapporti distruttivi che hanno sempre più allontanato dal contatto con la propria Anima.

Con noi stessi passiamo ogni giorno della nostra vita, tanto vale viverla in buona compagnia.

Non in ultimo, emanare buone vibrazioni attirerà nella nostra vita persone affini a noi, un aspetto positivo da non sottovalutare nel momento in cui troviamo difficoltà e disagio nel cominciare a coltivare la nostra SANA SOLITUDINE.

Ci sono infinite sfaccettature costruttive nell’essere umano che sa stare bene con se stesso e in questo articolo ne ho elencata qualcuna, ma se ne conosci delle altre ti invito a condividerle insieme alla tua esperienza personale.

Sentiti libero di diffondere l’articolo per sostenere la consapevolezza di sé e ti ringrazio di essere qui in questo Blog.

Ogni Anima che ritrova se stessa illumina il mondo!

Con Amore,
Barbara

Ringrazio per le foto www.matteoromagnoli.com

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