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Procrastinazione e Autosabotaggio

Quando procrastini rimandi la vita che avresti potuto vivere e i sogni che desideravi realizzare.
Il tempo è una ricchezza che non ritorna.

Cos’è la PROCRASTINAZIONE?

La procrastinazione è l’atto ripetuto di rimandare, differire, posticipare continuamente un compito, con l’intento di prendere tempo per non affrontare alcune emozioni e situazioni che accompagnano ciò che andiamo a evitare.

La PROCRASTINAZIONE diventa AUTOSABOTAGGIO quando il non agire ci allontana dall’ottenere risultati costruttivi o dal raggiungere successi favorevoli alla nostra esistenza.

Un procrastinatore è colui che rimanda determinate azioni e compiti, non tanto per guadagnare tempo, ma per evitare le emozioni che accompagnano lo svolgimento di quell’atto che si procrastina.

Colui che procrastina è una persona che cerca la soddisfazione immediata e facile per evitare di affrontare determinati stati d’animo, che non agisce con lungimiranza e non si organizza con attenzione e disciplina.

Il procrastinatore arriva a creare e a nutrire nella propria vita una situazione caratterizzata da stress, ansia e agitazione, pur di evitare tutto quello che richiede un minimo di impegno e organizzazione a lungo termine.
Il procrastinatore aspetta che arrivi la motivazione per agire e per questo appunto finisce con il non agire quasi mai.

Generalmente si identifica in una persona piuttosto caotica, che con difficoltà porta a termine i propri compiti nei tempi prestabiliti, correndo il rischio di essere percepita come inaffidabile ed esasperante.
Avere a che fare con un procrastinatore potrebbe rivelarsi un rapporto che toglie tempo ed energie preziose a se stessi.

Una persona difficilmente procrastina solamente per pigrizia, o meglio, la pigrizia è uno dei vari aspetti che caratterizzano alcuni procrastinatori, ma non la causa del procrastinare.

Colui che ha un atteggiamento pigro nella vita generalmente non ama faticare, né mentalmente, né fisicamente. Vuole ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo e quindi difficilmente si porrà obiettivi che richiedono costanza, pazienza, determinazione e impegno per essere perseguiti.

Si possono distinguere due tipi di procrastinatore, che differiscono principalmente l’uno dall’altro dal modo di approcciarsi ai vari impegni della vita.

  • IL PROCRASTINATORE RILASSATO è una persona che si appassiona facilmente a diverse attività e che, una volta perso l’entusiasmo dei primi tempi, tende ad abbandonare ciò che sta facendo senza portarlo quasi mai a termine. A un certo punto viene a meno la motivazione che lo ha spinto a iniziare, oppure il compito diventa difficile e impegnativo a discapito della leggerezza e del divertimento. Il procrastinatore rilassato tende quindi a evitare azioni e compiti noiosi o ripetitivi, non prende impegni che richiedono un certo grado di responsabilità, per mancanza di una costanza e una disciplina necessari invece alla realizzazione di certi progetti.

  • IL PROCRASTINATORE PREOCCUPATO è una persona che tende a non credere nelle proprie capacità e non riesce a gestire situazioni che lo metterebbero sotto stress per un certo lasso di tempo, perché ha dentro di sé una serie di paure che lo fanno desistere dall’assumersi più responsabilità e dal fare delle scelte. Queste scelte infatti lo porrebbero davanti a degli stati emotivi che genererebbero ulteriore ansia, senso di inadeguatezza, pressione psicologica ed emotiva.
    E così a quel punto ogni scusa diventerà valida per rimandare.

Alcune persone hanno la necessità di procrastinare perché convinte di riuscire a svolgere meglio i loro compiti quando si trovano alle strette. Sembra che la pressione dell’ultimo momento le stimoli in qualche modo finalmente ad agire. Potrebbe però rivelarsi una modalità ben poco sana di perseguire il proprio cammino e il proprio benessere.

Fare le cose sotto pressione, all’ultimo momento, non fa guadagnare tempo, ma ne fa perdere, perché non si apprende nulla che possa apportare cambiamenti positivi utili in futuro al progredire del proprio cammino. Anzi, si rischia di dover tornare sui propri passi e attingere a ulteriori risorse – denaro, tempo, mezzi – per non aver pianificato e organizzato minimamente la situazione in precedenza.

A volte per spendere meno si finisce con lo spendere il doppio.

Vivere costantemente frustrati, con picchi di stress alternati a noia, rischia di condurre il procrastinatore a convincersi di non essere in grado di raggiungere nessun obiettivo importante, con il rischio di cadere nello sconforto.
Dimenticandosi di avere dentro di sé tutte le potenzialità per apportare significativi miglioramenti alla propria vita, vive ogni giorno uguale all’altro, in un continuo spostamento ad un ipotetico futuro di ciò che non riesce ad affrontare.

Come uscirne?

Si tratta di prendere in mano la situazione e cominciare a essere onesti con se stessi, accettando il momento di stallo nel quale ci si trova in diversi ambiti. Chi procrastina infatti tende a farlo in vari settori della propria vita.

Ciò che induce una persona a procrastinare ha origine principalmente nell’evitamento di certe emozioni che accompagnano l’azione che si tende, appunto, a rimandare.

  • PERFEZIONISMO

    Si procrastina per perfezionismo quando si ha l’iclinazione a non essere mai abbastanza soddisfatti dei risultati di un’azione, quando non ci si sente all’altezza del compito prefissato, oppure non si riesce a immaginare un risultato soddisfacente. A volte anche le pressioni che provengono dalle aspettative esterne causano insicurezza, bloccando la persona ancora prima che cominci ad agire.
    Il troppo perfezionismo porta anche a programmare con eccessiva minuziosità un compito, accompagnando queste azioni ad un’ansia che genera ulteriore stress.

    Si rimane costantemente nell’idea di non essere pronti a sufficienza, stagnando nell’attesa di un momento perfetto per progredire, momento che in realtà non arriverà mai.

  • PAURA DEL FALLIMENTO

    Quando si ha paura di rimanere delusi allora tanto vale non cominciare nemmeno, così si evita di provare dolore, frustrazione, disistima.
    Avere paura di fallire significa dare ascolto a quei timori che albergano nella propria mente e non avere fiducia nelle proprie capacità e potenzialità.
    Nel momento in cui a peggiorare la situazione subentri anche la pigrizia, si neutralizza l’intenzione di migliorarsi e trasformarsi per raggiungere certe soddisfazioni.
    L’incertezza, connaturata all’esito di qualsiasi evento, genera quella paura del fallimento che fermerà la persona in partenza, facendole rimandare tutto ciò che le crea insicurezza, con l’insano risultato di sentirsi ancora più titubante, impaurita e demotivata.

  • PAURA DELLE CONSEGUENZE E DELLE RESPONSABILITÀ

    Mettere in atto un’azione fa sì che si crei una nuova realtà intorno a noi, ma ciò potrebbe portare a ulteriori nuove situazioni nelle quali rischieremmo di non sentirci a nostro agio e per le quali non saremmo disposti ad assumerci le responsabilità che sono necessarie. A questo punto il procrastinatore preferisce rimandare a tempi migliori , nei quali le condizioni e la sicurezza in se stesso saranno più solide.

    Ovviamente sappiamo già che quel momento difficilmente si verificherà.

  • RESISTENZA AL CAMBIAMENTO

    La mente si muove molto bene nelle sue zone di comfort, dove tutti gli schemi di decisione e azione sono ben conosciuti e consolidati. La mente non cercherà vie difficili e faticose per svolgere un’azione, ma ci condurrà sempre in quelle situazioni in cui non si debbano creare inutili paure e fatiche, affrontare ostacoli sconosciuti e sollecitare fastidiose emozioni.
    In tutto ciò la pigrizia non farà altro che supportare il blocco del procrastinatore.

  • PAURA DEL SUCCESSO

    La paura di riuscire in qualcosa accompagna molte più persone di quante ne pensiamo. L’immaginare di avere successo, raggiungere i propri obiettivi, riuscire a fare un percorso in cui si cambia e si cresce come individui a livello interiore e concreto, può far emergere profonde paure inconsce.

    Raggiungere uno scopo presuppone scelte da fare, responsabilità da prendere, compiti di cui continuare a occuparsi, dire addii e fare cambiamenti sostanziali nella propria vita.
    Raggiungere un successo tanto desiderato potrebbe portare a trasformazioni che non ci si sente ancora in grado di reggere e gestire, come la visibilità e la creazione di ulteriore aspettativa in chi ci supporta e segue.

    Siamo abituati ad accontentarci e a non coltivare l’amor proprio, per questo l’idea di riuscire davvero in qualcosa ci spaventa, soprattutto a livello mentale, dove ciò che risulta sconosciuto viene percepito come potenzialmente pericoloso.

    Potremmo avere paura anche di sentirci in colpa per il successo conseguito, nei confronti di chi invece fatica e non riesce nei propri progetti, e allora, per non apparire diversi dagli altri e non rischiare di subire critiche, arrivare a rinunciare a quello che potrebbe essere un notevole miglioramento delle nostre condizioni di vita.
    Da qui si innesca l’AUTOSABOTAGGIO.

L’autosabotaggio è il risultato di tutto ciò che nella procrastinazione poniamo in atto:

atteggiamento pigro,
perfezionismo,
paura di fallire e di non ottenere il risultato sperato,
paura delle responsabilità,
timore di non saper riconoscere le occasioni favorevoli,
incapacità di saper dire NO quando serve,
reticenza ad apportare cambiamenti,
paura di ciò che ci è sconosciuto.


In tutto questo scenario la possibilità di raggiungere il successo o risultato desiderato innesca ancora più ansia e frustrazione.

Il senso di colpa, che invece potrebbe derivare dalla procrastinazione, viene accentuato nel momento stesso in cui si rimandano i compiti e gli impegni di cui occuparsi, ma la soluzione è presto pronta: nel momento in cui diciamo a noi stessi “posso farlo domani o quando ci saranno le condizioni giuste“, ci si solleva automaticamente da un peso eccessivo da portare.
Ed è così che ci raccontiamo qualcosa che in fondo sappiamo bene assomigliare molto più ad una bella menzogna che a una promessa di cambiamento.

Abbiamo visto che la procrastinazione ci porta a compiere solamente ciò che ci risulta immediatamente piacevole e poco impegnativo e che comunque non presuppone un impegno e delle responsabilità da portare avanti con costanza.

Allo stesso tempo procrastinare ci porta anche a nutrire frustrazione, stress, senso di colpa e d’inadeguatezza, paure e insicurezze, rassegnazione e pigrizia, nonché mancanza di obiettivi e motivazione nel perseguire un cammino di vita pieno di significato e soddisfazioni.

Ci possono venire in aiuto però due importanti abilità interiori da coltivare dentro di noi.

Disciplinarsi nella maniera più consona alla propria sensibilità e capacità di gestire lo stress può e deve essere un piacere da scoprire man mano che ci si organizza nelle proprie attività.

Non è necessario arrivare a percepire la disciplina come un ulteriore peso da portare, ma occorre viverla come un’alleata che aiuta ad organizzarsi e a sollevarsi dal caos interiore causato dalle paure e dalla stanchezza mentale derivate dal continuo non agire.

  1. PONITI PICCOLI OBIETTIVI

    Suddividere un grande obiettivo in piccoli passi, misurabili in tempo, azioni, mezzi e risultati ti aiuterà ad acquisire costanza e sicurezza in te stesso.
    Investendo energie ben ponderate e permettendoti di raggiungere più facilmente e velocemente soddisfazioni, otterrai ulteriore motivazione per proseguire nelle successive tappe.

    In ogni passo metterai così in gioco solo alcune parti di te e questo eviterà paure e stanchezze inutili, sbloccando energie sopite dalle vecchie pigre abitudini.

  2. DATTI PRIORITÀ

    Definisci uno schema da seguire in base all’urgenza e all’importanza, o a ciò che per te è rilevante, in modo da avere una linea d’azione che ti eviterà di passare attraverso quel caos mentale tipico del procrastinatore che si autogenera nel momento in cui sai di volerti mettere in azione.

  3. OCCUPATI DI UN IMPEGNO ALLA VOLTA

    Decidi, agisci e concludi. Una cosa alla volta.

    Dopo esserti posto piccoli passi per raggiungere il tuo obiettivo e averli definiti secondo le tue priorità, fai una cosa per volta, dedica tutta la concentrazione e le tue energie a quel singolo compito.
    Inevitabilmente agirai con più soddisfazione, presenza e il risultato sarà soddisfacente.

  4. ORGANIZZA I TUOI SPAZI E I TUOI STRUMENTI

    Se è vero che ti è difficile da procrastinatore quale sei metterti in azione, avere uno spazio organizzato e tutto ciò che ti serve pronto da usare non farà altro che evitarti di trovare scuse per rimandare e, anzi, ti renderà più motivante e piacevole metterti al lavoro sui tuoi progetti.
    Uno spazio sacro curato, in ordine e ben organizzato secondo le tue modalità, non farà altro che favorire il processo di realizzazione, accrescere il valore intrinseco di ciò che stai facendo e del risultato che andrai a ottenere.

  5. SUDDIVIDI I COMPITI E INIZIA SUBITO

    Nonostante la creazione di una tabella di marcia suddivisa in piccoli passi e priorità, potresti ugualmente avere una certa mole di lavoro da svolgere. Suddividere questa mole di lavoro in ulteriori piccoli compiti ti alleggerirà il carico emotivo e ti eviterà di stancarti troppo.
    Non indugiare però in una esasperata e minuziosa organizzazione, per non ricadere nel perfezionismo e quindi nella procrastinazione. I dettagli si chiariranno lungo il percorso e, anzi, stimoleranno il tuo spirito creativo.

  6. PARTI DA CIÒ CHE REPUTI PIÙ DIFFICILE

    Affronta subito ciò che ti spaventa di più o in qualche modo reputi più difficile da fare, perché così ti permetterai di vedere quanta forza si era celata dentro di te e potrai beneficiare delle energie che ancora non hai speso in altri compiti. Tutto il resto che seguirà ti sembrerà così molto più semplice e piacevole, e avrai accresciuto le tue abilità interiori nell’affrontare quelle che ritenevi essere delle diffcoltà insormontabili.

  7. PRENDITI TEMPO PER AFFRONTARE LE TUE EMOZIONI E SBLOCCARE LE TUE PAURE

    Ascoltarti e comprendere cosa ti abita dentro nei momenti in cui la paura e il senso di colpa ti paralizzano è di vitale importanza per vivere al meglio il tuo cammino di realizzazione. Non dubitare di chiedere aiuto professionale se ne senti la necessità.
    Accoglierti, ascoltarti, volerti bene e prenderti cura di te sono atteggiamenti alla base di ogni futuro traguardo personale.

  8. LA MOTIVAZIONE SEGUE L’AZIONE

    Se aspetti il momento in cui sarai veramente motivato a fare qualcosa, sappi che quella motivazione potrebbe non arrivare mai. È l’azione che crea e supporta la motivazione, l’agire crea un movimento di energia che favorisce la motivazione a proseguire, non il contrario.
    Quindi se aspetti solamente qualcosa di appagante per muoverti, sappi che non supererai così i tuoi blocchi emotivi ma anzi, li rafforzerai, indebolendo la tua volontà e accentuando la dipendenza da futili e immediati piaceri.
    Un piccolo dolore o fatica iniziale supporteranno un moto di accrescimento delle tue potenzialità e lo stabilirsi di abitudini sane e costruttive.

  9. IMMAGINA, VISUALIZZA, PERCEPISCI

    Per aiutarti a fare il primo passo verso l’AZIONE, immagina e pregusta il momento in cui raggiungerai i tuoi obiettivi, assapora le emozioni come se tutto fosse già avvenuto e nutri quel flusso di energia creatrice dentro di te che renderà quel momento un trampolino di lancio verso la realizzazione dei tuoi scopi.

  10. PREMIATI E FESTEGGIA OGNI PICCOLO PASSO COMPLETATO

    Ad ogni piccola tappa conclusa, ad ogni traguardo raggiunto, ad ogni passo completato premiati, dì a te stesso che sei stato coraggioso e tenace.
    Premiarti e festeggiare i momenti di avanzamento è di fondamentale importanza per dare valore a ciò che stai perseguendo e agli sforzi compiuti nelle azioni compiute fino a quel momento.
    Lungo il percorso soffermati ogni tanto per vedere quanta strada hai fatto, soprattutto dentro di te, e a quali abilità interiori hai permesso di emergere e che forse nemmeno sapevi di avere.

Quando si inverte la rotta di qualcosa che stavi muovendo in una direzione , o addirittura che tenevi fermo, occorre tempo e pazienza per vederne gli effetti. Ma ciò che emergerà dopo qualche tempo sarà così soddisfacente da creare un nuovo e fluido movimento creativo che non avresti potuto immaginare fino a poco tempo prima.

All’inizio sarà forse necessario forzare un po’ quel te stesso affossato nelle vecchie pigre abitudini, ma quando accetterai di guardare in faccia quelle che tu chiami paure e debolezze, ti accorgerai che dietro a queste scuse si nascondevano proprio i tesori della tua Anima: talenti, progetti, capacità, determinazione ed entusiasmo.

L’Universo a quel punto comincerà a muoversi insieme a te e ti porterà ciò che ti serve per procedere al momento giusto, ti supporterà e ti mostrerà nuove opportunità.

Tu hai molto più potere di realizzare la vita che desideri di quanto non creda.
Non perdere più tempo. Parti ora!

Grazie per essere qui,
Barbara

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